“Adesso ce le prèndi...!”
Ringraziamo ancora Roberta per il caloroso incoraggiamento, durante un torneo che di caloroso ha veramente poco. Beh, si parte sempre dall'inizio.
Ciampino, ore 11.30, il nostro imbarco si sta chiudendo, i nostri bagagli a mano assolutamente no!
Ma nulla può impedirci di prendere un aereo che ci porta dritti verso 4 giorni indimenticabili, per noi, e anche per esempio per la signora seduta accanto ad Antonella, che chiede stizzita e in inglese, se per noi è normale parlare con gente seduta tre file dietro, già esasperata dalla nostra italica esuberanza. E t'è andata pure bene zi', pensatela vicino a Simona!
E dopo aver preso il diretto Eindhoven-Amsterdam, che prima però passa diretto a Baxtel, poi passa diretto a Hofqualcosa, poi va diretto a Utrecth, e poi finalmente arriva a destinazione dopo soli sei cambi di mezzo, possiamo recarci in piscina e registrare la nostra presenza, con le stanghe olandesi del desk che cercano il nostro nome nella lista dei junior, capirai, avranno visto Marta. Ma non c'è tempo per far rispettare i nostri diritti, il cielo non promette nulla di buono, Sara Sorning di Trieste neanche, anche se noi, questo, lo scopriremo solo mooolto dopo esserci fatte aiutare a montare la tenda!
Insomma tutte sistemate e ripulite, pronte per la nostra prima notte ad Amsterdam e per il party al Caffè Heffer, occasione per conoscere meglio i partecipanti al torneo, studiare le avversarie, e s
oprattutto ripararsi da freddo e pioggia. Almeno fino a che il genio di Sebastiaan non tira fuori l'illuminante idea di fare un bel tour per la città, idea colta al volo ovviamente da noi falchi, meno dalle triestine, che saggiamente lasciano noi andare a fracicarsi per quartieri a luci rosse, con i budelli che leccano vetrine mentre tu, vabbe io dai, bestemmi con l'acqua fino alle natiche, e si ritirano nelle loro tende. Si si, mazza, complimenti per l'arguzia di qui a poco!
Alla fine zuppe, stanche e con i piedi gelati anche noi ci ritiriamo all'asciutto, noi, no dico, noi, perchè l'arguzia di Trieste la ritroviamo li fuori, in piedi, imprecante e disperata con due dita d'acqua nella tenda. Grasse risate mentre chiediamo chi di loro l'aveva montata. Un lampo nel cielo, tuoni e fulmini si susseguono illuminando un sorriso che diventa sempre più smorfia di dolore. Sara Sorning da Trieste! Uno sguardo nel vuoto, per il momento la nostra casetta tiene, cedendo però due ore più tardi, con le superstiti triestine da noi ospitate che rivivono di nuovo la tragedia...
Adesso, non vogliamo dire niente, due tende montate due tende allagate. No ma non è che vogliamo insinuare, per carità. Grazie Sara, rimarrai comunque nei nostri cuori!
Per fortuna la mattina dopo la partita delle 8 (!!????!!!?!?) sarà sicuro annullata. Si, infatti coi montoni sulle spalle, con i brividi in ogni dove, ci avviamo sul bordo vasca e chi troviamo? Le olandesi in costumino che fanno allungamento.
E vabbe dai, come se dice a Roma, armiamoci e partite....voi, su del nord, perchè noi romane neanche ci si scomoda ad alzarci a parte Samara, la portiera bionda che non dorme mai e che soprattutto è l'unica portiera!
Così la mattinata scivola via tra una partita, un tentativo di asciugare tende e sacchi a pelo, con l'impagabile aiuto di Giordano e Giulia, un'altra partita, e poi i panni stesi sulle panchine e poi ancora partita, la terza della giornata, dove la squadra finalmente trova affiatamento e comincia a carburare. Almeno così ci hanno detto, visto che noi solite romane eravamo in giro cocktail alla mano a goderci la movida olandese, mentre le ragazze di Trieste difendevano il nostro onore...
Forse ora ho capito il sadico cinismo in quel “adesso ce le prèndi!” dell'ultima partita, con la medaglia di bronzo ormai in bacheca. Così arriva questa squadra fuori classifica e fuori misura umana, l'avambraccio della 10 grande come me, ma me intera, che l'unico modo per marcarla era piangere e vedere se si commuove, insomma queste ci prendono a randellate, tanto per concludere con un'impennata di orgoglio la nostra fantastica esperienza nelle gelide acque nordiche.
Ma se il discorso pallanuoto si chiude così, avvistate le triestine raccolte in preghiera per non dover più avere a che fare con noi, la movida olandese non finisce qua...
Finisce invece all'Heineken Experience, un meraviglioso viaggio all'interno della fabbrica di birra, che inizia con la storia del signor Heineken, e finisce con la nostra!
E dopo assaggini, viaggio in 4d, e ancora assaggini, una sala video ai limiti del trash, con orribile musichetta olandese sulla quale incidere il nostro video, il border line della vergogna, un raccapriccio patetico già solo a vedere scene di turisti ubriachi dondolare al ritmo di quel terrificante motivetto. Ma lo so, come non lo so, lo sento, è inevitabile, mentre formulo questi pensieri di incondizionato disprezzo, dove saranno finite le mie compagne? Dietro lo schermo a dondolare, insieme alla mia dignità ed autostima.
Persa nel disonore Franky si lancia così in improbabili discorsi in inglese con qualsiasi cosa respiri, mentre Sara continua a spacciare birra come un pusher, prima di ritrovarci fuori dal birrificio in compagnia di una comitiva di spagnoli...Nel mezzo? Non è dato sapere, almeno a noi ed ai nostri rosci sulle guance. Comunque altro che seratone, dopo la pizza baci ed abbracci con gli amici dell'amatoriale, prima di essere letteralmene assalite. Da orde di nordici estasiati dalla bellezza mediterranea? Si, fossimo andate a quella cavolo di Sugar Factory, come promesso ai nostri amici della heineken può darsi....dalla cecagna più che altro, che più che effetto birra, direi effetto pizza olandese. Promemoria per il turista italiano: mai pizza in olanda!
Siamo giunti alla fine, ormai all'aeroporto di Eindhoven, valigie alla mano e....metallo nei pantaloni.?? Mmmhhh, visto sto bel bocconcino, alla poliziotta non j'è sembrato vero di poter perquisire un gioiellino di tale fattura, e fu così, anche al gate comincia il rari nantes roma show, con “mano pesante” poliziotta che ravana Sara, in preda a una crisi mistica, ma nel senso sabino del termine “mistica” (girare, mischiare, mescolare) , ovunque non batta il sole, Simona che denuncia vibratori a go go, e Marta, ritrovato il cinismo che la contraddistingue cerca disperatamente la macchina fotografica per immortalare il momento, con Antonella spalmata sul carrello scorrevole dei bagagli e Francesca, beh unica a non scomporsi. D'altronde lei non è una donna, è popo na signora!
Lo sa bene pure l'ape olandese che la punge sul confine tra aereo e scalette, prima che cotal nobil sangue si allontani per sempre dalla sue lande.
Panico, isterismo, mezze lacrime e...ovviamente risate dal reparto cinico del gruppo.
E fu così, che riuscirono di nuovo a suscitare odio nel resto dei passeggeri!
Comunque nonostante il freddo, la pioggia, il costo dei mezzi pubblici...l'acqua gelata, grazie!
Alle ragazze/i del Trieste, Ilaria, Roberta, Sara, Francesca, Federica, Ottavia, Marzia e Stefano, che ormai fanno parte della nostra “combriccola” e non sanno com'è difficile uscirne, agli organizzatori del torneo, ai nostri boys dell'amatoriale e relative “famiglie”, in particolare Giordano e Giulia che ci hanno adottato come al solito, alla signora sdegnata sull'aereo, alla poliziotta e a tutti quelli che come loro ci hanno regalato momenti magici in questa ennesima nostra avventura.Grazie e come sempre.....
.......dajjjjeeeeeeeeeeeeeee
P.S.= comunque, a nostra discolpa, il video l'hanno fatto anche le nostre compagne polentone.....come vedete, il disagio è contagiosooooooooo!!!!!
2 commenti:
e pensare che stavo per chiamart pe sapere come fosse andata..eheheh. Rod
siete sempre bellissime... mannaggia a me che non son venuta!!! rosicooooooooooooo
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