mercoledì 17 dicembre 2008

Parola d'ordine: "BLANDO"....

Caro diario,
dopo la tradizionale letterina di presentazione d’ inizio anno, facciamo un po’ un resoconto dei primi mesi di allenamenti, e di tutto ciò che, per motivi di spazio, non è emerso nella prima letterina.
A Sandro, c’avevi creduto èh…...e invece te tocca!
Se morto un nonno se ne fa un altro, allora ecco che al nostro adorato Di Stefano, nonno per motivi bullistici, succede il mite Cippitelli, nonno per ben altri motivi, scontatissime le battute sull’anagrafe per le quali non giocherò mai più!
Il nostro nuovo Maestro, diario, è un signore tranquillo e dall’aspetto pacioso, un uomo comune, “medio” direi. Infatti ormai qualsiasi cosa ci circondi è “media” , dai 50 delfino, ai chilometri con la maglietta, alla gente attaccata alle caviglie mentre annaspi disperatamente in cerca del bordo, e lui? Sta lì e snocciola il suo programmino “blando” , che tu ci credi pure, tanto che mentre l’ambulanza riparte pensi “Ma è blando, come faccio a sta pe mori’?”. Dice che i 50 delfino a fine allenamento sono una questione di testa. E ce credo, infatti se ce l’avevo sana col cazzo che me ce rifregavi, che già dopo un mese di allenamenti la Ferratella è stata ribattezzata “Casablanda!” , ce sarà un perché, o no?. Però è tutto “medio”, la gente intorno muore, ma è “medio”.
Certo, ancora deve conoscerci bene, ed ecco perché ha accettato di allenarci, con entusiasmo addirittura, alla faccia dei presidenti che per natale j’hanno tirato sto pacco…..
Questo Maestro poi ci tiene ad essere chiamato Mister, che di li a poco diventerà Moster, infatti altri trecento addominali e sessanta flessioni e passa la paura. All’inizio dell’anno ha dichiarato che allenare una femminile era il suo sogno. Appunto era, perché sicuro con noi gli passa la fregola.
Caro diario, che tenero, sta persino tentando di far venire fuori i bicipiti di Franky, ormai detti bicippitelli, che quelli però sono come i dentini dei neonati, quando spuntano portano un sacco di problemi, infatti stanno già facendo allergia. Meglio allora lanciarsi in un'altra impresa, far dimagrire Antonella di cinque chili, che “no ve lo giuro rega’” da oggi se mette a dieta, allora Sandro, captando il fantasma di Ariccia che aleggia sulle nostre teste, ha già capito l’antifona e si è munito di forbici e creme depilatorie, così almeno cominciamo a limare qualcosa.
Ma già perse le due scriteriate scommesse nelle quali si era lanciato, al nostro povero Mister non rimane che sperare di parlare di pallanuoto, prima ovviamente di assistere al fantasbrocco, il campionato di crisi nevrotiche interno e peculiare della nostra squadra. Inaugura la stagione la solita Lollo che, persa dietro le psicologie dell’avversario, ogni tanto si dimentica di curare la propria, e tocca alle ragazze dell’A.ge.pi. l’onore di assistere addirittura ad una doppia performance. Infatti, anche la voce della saggezza, Simona, forse istigata da particelle rilasciate nell’aria da Lollo, già ribattezzate “sbroccospore”, va in trans e comincia il suo personale show contro tutto e tutti, ma forse era semplicemente nervosa per essere retrocessa in allenamento, dopo un gol non convalidato dal Mister che incappa così nelle sue funeste ire.
Se tuttavia però, caro diario, nella top-ten entra di prepotenza Valeria, che arriva il giorno della partita, si mette la calottina e comincia a scaldarsi, prima di capire che l’acqua dove sta nuotando non è quella della Ferratela ma bensì il mare di Torvaianica, chi vince su tutti è Silvia, la vecchia guardia, il perno della squadra, la classe, l’esperienza, e pure un po’ l’Arteriosclerosi….Parte come un razzo dall’attacco per coprire la controfuga dell’avversaria, arriva come un falco a testa bassa e bang, con una legnata sulla schiena sradica il pallone della mani di…..Franky???? che nel frattempo, aveva fatto la prima cosa giusta in tre anni di pallanuoto. Mani nei capelli per il povero Mister, però in quelli de quelle vicino che lui coi suoi ce fa ben poco, e grasse risate dalla panchina, quella dell’A.ge.pi., che se ne va intonando il coretto “Ma che semo venute a fa?”.

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