C’era una volta...
... in un bosco lontano e incantato, popolato da gnomi e folletti, una bambina dai lunghi capelli, che giocava con un pallone. Nel villaggio la conoscevano tutti, e tutti le volevano bene per la sua grazia, dolcezza ed allegria, tutti tranne uno….
Rinchiusa nel suo tetro castello, sulla cima della Montagnola, albergava una strega cattiva dai capelli neri neri e la grande pancia glabra, che invidiosa della bellezza della bambina, interrogava il suo perfido specchio: “ Non sei uno sport da femmine. Pallanuoto, oh oh stamme a senti’, non sei uno sport da femmine!”.
E così, per nasconderla dalle grinfie della strega mestruata, le dolci fatine, amiche dell’ingenua piccina, la portarono a casa di sette nanetti, indefessi lavoratori burberi d’aspetto, ma in fondo in fondo, anche di più. “Puoi stare da noi, ma dovrai lavare, stirare e cucinare, spazzare e spolverare e rifare i letti , badare al giardino, rimettere a posto e registrare Beautiful quando noi siamo fuori!”.
Allorché Biancaneve si fece un attimo circuitare i maroni, ma grossomodo accettò. E così passava le sue giornate in solitudine, preparando cestini per il pranzo e mangiando patatine, in attesa che i suoi adorati nanetti rientrassero dalla stremante giornata di lavoro.
Quand’ecco che un giorno, con i nani ormai lontani, mentre Biancaneve era intenta a rimboccare le coperte nei lettini…..
Toc Toc
“Chi è?”
“ Sono Sargamella!”
Allora aprì la porta delicatamente e, sempre delicatamente, lo prese a randellate.
“Cazzo Sargamella, t’ ho detto a sinistra. Grande Puffo è al bivio a sinistra, qua so’ i nanetti!”
Ripuli’ il sangue sull’uscio e, chiudendo la porta, si rimise a spazzare, e spazzava spazzava…
Toc Toc
“Mmmmhhh che palle! Chi è?”
“ Sono l’allenatore della serie C” disse la strega camuffata da Renzi, a sua volta camuffato da Spank..
“Che cosa vuoi?”
“Farti vedere degli schemi!”
Ma mentre l’ingenua apriva la porta, i nanetti, avvertiti da Puffetta, arrivarono di corsa per sventare il pericolo. E affacciatosi ormai ai margini del bosco, Brontolo, con un gesto repentino, afferrò una pietra e con violenza la scagliò contro la strega cattiva, prendendo però piena Biancaneve, tagliando di netto la corteccia motoria nel lobo occipitale. Ella svenne.
“Sei una pippppaaaa!”
Tuonò minaccioso da dietro Dotto, che era il capo-nanetti, e cominciò ad inseguirlo di gran carriera, prima tagliando per il ruscello, e poi per il colle, ma poi tornarono che Dotto, non era più tanto giovane ed arzillo.Intanto gli altri nanetti, circondarono la strega cattiva e la ricacciarono nel suo torvo castello, procurando tra l’altro varie ecchimosi.
Giorni tristi passarono i sette, riuniti nel dolore, ai piedi di Biancaneve che giaceva inerme.
E come famo e come non famo, e giù lacrimosi, quando passò di lì un principe dagli occhi azzurri azzurri ed i riccetti biondi, che prese Biancaneve e le baciò la fronte inficozzata e tumefatta.
Allora si svegliò, guardò il suo principe negli occhi e disse: “Sarò la tua sposa!”
“Ma anche no, volendo!” disse il principe, e la affidò, per tutta la vita, ai sette nanetti…
Ah, dimenticavamo:
E vissero per sempre felici e contenti….dai, qualche screzio…ma tutto sommato….in fondo anche nelle migliori famiglie…
Diciamo perlopiù felici e contenti, che poi anche qui….eh vabbe’ se massacravano de botte, contenti?
E vissero. Punto. Poi come saranno affari loro!!!
Rinchiusa nel suo tetro castello, sulla cima della Montagnola, albergava una strega cattiva dai capelli neri neri e la grande pancia glabra, che invidiosa della bellezza della bambina, interrogava il suo perfido specchio: “ Non sei uno sport da femmine. Pallanuoto, oh oh stamme a senti’, non sei uno sport da femmine!”.
E così, per nasconderla dalle grinfie della strega mestruata, le dolci fatine, amiche dell’ingenua piccina, la portarono a casa di sette nanetti, indefessi lavoratori burberi d’aspetto, ma in fondo in fondo, anche di più. “Puoi stare da noi, ma dovrai lavare, stirare e cucinare, spazzare e spolverare e rifare i letti , badare al giardino, rimettere a posto e registrare Beautiful quando noi siamo fuori!”.
Allorché Biancaneve si fece un attimo circuitare i maroni, ma grossomodo accettò. E così passava le sue giornate in solitudine, preparando cestini per il pranzo e mangiando patatine, in attesa che i suoi adorati nanetti rientrassero dalla stremante giornata di lavoro.
Quand’ecco che un giorno, con i nani ormai lontani, mentre Biancaneve era intenta a rimboccare le coperte nei lettini…..
Toc Toc
“Chi è?”
“ Sono Sargamella!”
Allora aprì la porta delicatamente e, sempre delicatamente, lo prese a randellate.
“Cazzo Sargamella, t’ ho detto a sinistra. Grande Puffo è al bivio a sinistra, qua so’ i nanetti!”
Ripuli’ il sangue sull’uscio e, chiudendo la porta, si rimise a spazzare, e spazzava spazzava…
Toc Toc
“Mmmmhhh che palle! Chi è?”
“ Sono l’allenatore della serie C” disse la strega camuffata da Renzi, a sua volta camuffato da Spank..
“Che cosa vuoi?”
“Farti vedere degli schemi!”
Ma mentre l’ingenua apriva la porta, i nanetti, avvertiti da Puffetta, arrivarono di corsa per sventare il pericolo. E affacciatosi ormai ai margini del bosco, Brontolo, con un gesto repentino, afferrò una pietra e con violenza la scagliò contro la strega cattiva, prendendo però piena Biancaneve, tagliando di netto la corteccia motoria nel lobo occipitale. Ella svenne.
“Sei una pippppaaaa!”
Tuonò minaccioso da dietro Dotto, che era il capo-nanetti, e cominciò ad inseguirlo di gran carriera, prima tagliando per il ruscello, e poi per il colle, ma poi tornarono che Dotto, non era più tanto giovane ed arzillo.Intanto gli altri nanetti, circondarono la strega cattiva e la ricacciarono nel suo torvo castello, procurando tra l’altro varie ecchimosi.
Giorni tristi passarono i sette, riuniti nel dolore, ai piedi di Biancaneve che giaceva inerme.
E come famo e come non famo, e giù lacrimosi, quando passò di lì un principe dagli occhi azzurri azzurri ed i riccetti biondi, che prese Biancaneve e le baciò la fronte inficozzata e tumefatta.
Allora si svegliò, guardò il suo principe negli occhi e disse: “Sarò la tua sposa!”
“Ma anche no, volendo!” disse il principe, e la affidò, per tutta la vita, ai sette nanetti…
Ah, dimenticavamo:
E vissero per sempre felici e contenti….dai, qualche screzio…ma tutto sommato….in fondo anche nelle migliori famiglie…
Diciamo perlopiù felici e contenti, che poi anche qui….eh vabbe’ se massacravano de botte, contenti?
E vissero. Punto. Poi come saranno affari loro!!!
Nessun commento:
Posta un commento